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IL MARUBINO CREMONESE NON E’ FRITTO PDF Stampa E-mail

ImageRecentemente è stato scritto ed è stato detto che “non esistono riti inscalfibili e persino lo storico marubino, gloria e orgoglio della cucina cremonese si trasforma”.

Vorremmo precisare che non stiamo parlando della trasformazione legittima di un piatto della tradizione (il Marubino ai tre brodi) introducendo elementi nutrizionali nuovi come potrebbe essere il “marubino integrale”. 

No. Stiamo parlando dell’introduzione di una nuova versione del marubino (fritto), che nei fatti, si pone in concorrenza con un piatto nutriente come il Marubino Cremonese, piatto che veniva preparato già dal 1500 per onorare la festa dell’Immacolata Concezione (8 dicembre), Santa Lucia (il 13 dicembre), la vigilia di Natale (24 dicembre) e le grandi feste dell’anno, dove al centro regnava il senso della “famiglia”e la “convivialità”.

ImageQuesti, non sono riti ma ricorrenze di memorie  e avvenimenti che formavano e formano i “valori” di una famiglia, di una comunità, di una società, anche attraverso il cibo.

Il marubino fritto, non ha nulla di tutto questo, anzi, al di la delle buone intenzioni dichiarate (non è uno schiaffo all’antica ricetta) rischia di creare confusione del prodotto, tra la tradizione e l’interesse commerciale e perdipiù in una versione discutibile salutisticamente (il fritto) con quello nutrizionale del marubino cremonese.

Ma quel che è peggio è che si rischia di inquinare anche il significato intimo dell’esperienza comunitaria dell’essere umano (la convivialità della tavola) con il consumo individuale (tipo cibo di strada nel cartoccio), proponendolo con un nome non suo (il marubino).

ImageVa ricordato che la ricetta e il nome “MARUBINO” è stato registrato e protetto con ATTO NOTARILE ed è protetto anche con il nome di “marubino ai tre brodi”, nonché con “marubino cremonese”,  in “brodo di terza”. Inoltre si ricorda che è  stato registrato anche con ATTO UFFICIALE della Regione Lombardia con n. 194 di protocollo  e, non ultimo, con la registrazione De.Co. del Comune di Cremona.

Ne consegue che il nome di Marubino Fritto non potrebbe nemmeno essere utilizzato e con il rischio di essere perseguibile come appropriazione indebita di un nome di un prodotto non autorizzato (Marubino Fritto).

ImagePer onor di storia, ricordiamo che già attorno al 1100 si trovano ricette con il nome “tortello fritto”, oppure, “tortello al forno”, oppure ancora, “tortello in piedi”. Ma il loro nome era ben distinto e identificabile come nome originale.

Per concludere, questa trovata del marubino fritto, poteva assumere il nome dell’osteria che lo propone, ovvero, “il tortello fritto dell’osteria..” o altro, ma si è voluto indicarlo con il nome di “marubino fritto”, quasi a indicare un’intrusione tra tradizione e invenzione.

Questa però non è una novità e nemmeno un’eresia è una trovata pubblicitaria e basta. Nessuna avversità con le idee altrui, ognuno è libero di dire, scrivere e fare quel che vuole, ma è anche utile conoscere i fondamentali di un prodotto popolare che ancora oggi è amato e rispettato. 

Il Marubino Cremonese dura da oltre 500 anni e sicuramente non inizia nessuna nuova era per quello fritto.  A tavola vince sempre  la tradizione.  Auguri …….

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