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FESTA DI LIBERAZIONE DELLA RISTORAZIONE E FESTA DEL LAVORO PDF Stampa E-mail

Image25 APRILE E 1 MAGGIO 2021 LA SVOLTA ?

Covid-19 - Punto a Capo. Si riparte?. Si ma con moderazione, passo dopo passo, corto ma costante, come quello dell’Alpino.

La, dove sarà possibile, la vita assumerà un nuovo volto, ovvero, vivere con responsabilità, permettendo così di godere dei piaceri che un Ristorante (Osteria, Trattoria, Bettola, Agriturismo), un’Enoteca, così un Winebar (Bar, Caffetteria, ecc.) possono offrire con talento e professionalità.

L’importanza di rivivere il post-chiusura con responsabilità, significa anche ridare vita a queste attività, rimettendo in moto la ripartenza economica di migliaia di famiglie e festeggiare il 25 Aprile (Festa della Liberazione) e il 1°Maggio (Festa del Lavoro) con un altro significato aggiunto: “Liberiamo la Ristorazione, le Enoteche e Winebar” dall’invasore virus malefico e Festeggiamo il Lavoro come segno di distinzione e nobiltà umana.

Bisogna però, rivedere le disposizioni riferite agli orari di apertura dei locali, vale a dire, fino alle ore 24,00 (permettere così di chiudere alle 23,30 e dare 30 minuti ai commensali per recarsi al domicilio) prevedendo l'attività di ristorazione anche all'interno, con regole di protocollo aggiornate e ridefinite.

ImageSicuramente questo è insufficiente, ma è un primo passo per uscire da questa situazione. Il talento di questi professionisti della ristorazione stupirà ancora una volta.

Festeggiamo comunque, con un prodotto, anzi, una bollicina “Rossa”, in tono con il 25 aprile e 1°maggio, vera novità dell’enologia Italiana e dal nome significativo: “Punto a Capo”.

L’azienda agricola di Venegazzù di Volpago nel 2020 ha lanciato un vino rosso spumante brut da uve di Malbech (o Malbec), vitigno di origine francese, diffuso fin dal 1600 nella regione bordolese, e che ha trovato nelle terre montelliane (Tv)  il suo habitat ideale. Vitigno piantato oltre sessant’anni fa dal Conte Piero Loredan Gasparini, fondatore della storica cantina di Volpago del Montello (TV).

La prima produzione è stata vinificata con uve vendemmiate il 30  settembre 2019 nelle vigne che da 20 anni sono coltivate nella zona di Venegazzù, a 110 metri s.l.m., nutrite da un suolo rosso molto ricco di minerali e ferro.

ImageLa zona vitivinicola è un rilievo collinare di forma ellittica lungo circa 13 km e largo 5 km, costituito da terra rossa che ricopre conglomerati di ciottoli calcarei, porfido e granito, impastati con argilla, tutti detriti del fiume Piave e del dilavamento delle Alpi. Il punto più elevato ha un’altezza di 371 metri sul livello del mare.

Venegazzù è il luogo dove è nata l’azienda, circondata dalle vigne, e si erge in tutta la sua bellezza e maestosità con la splendida villa palladiana Spineda, opera settecentesca dell’architetto F.M. Preti. A questa si affianca la casa colonica che ospita la cantina, anch’essa inserita in uno scenario di incomparabile bellezza.

I quarantasette ettari di vigneti che circondano gli edifici sono in prevalenza a bacca rossa, composti soprattutto dai vitigni Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Malbec.

Le uve di Punto a Capo, (Malbec) fanno 5 giorni di macerazione in vasche d’acciaio, seguono altri 4 mesi in autoclave con Metodo Martinotti e lieviti indigeni.

La prima edizione del “Punto a Capo” è stata di 4000 bottiglie, con buona acidità e 0,6 zuccheri residui. Ne esce un spumante da 3,1 atmosfere, ed è considerato anche  come un vino da compagnia e conversazione, da bere con quel che si vuole,  gustandolo in un calice ampio e bombato.

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